Staffan Mossenmark

In gran part il lavoro artistico di Mossenmark si basa sui nostri spazi pubblici, i suoni quotidiani e gli oggetti sonori che ogni giorno ci circondano. Per lui lavorare negli spazi pubblici e usarli come teatri per l’espressione artistica è un modo per esplorare palcoscenici diversi da quelli deputati e tradizionali.
Lo spazio pubblico è il luogo della libera espressione, dove la città funge come la ‘terrazza’ o il ‘cortile’ del singolo cittadino e dove la piazza rappresenta il palcoscenico per esibizioni, per manifestazioni o, semplicemente, per la libertà di espressione.
Lo spazio pubblico è dove le strutture del potere politico, sociale e economico lavorano insieme e dove la società diventa visibile. Ed è qui che l’osservatore e l’ascoltatore possono esaminare le strutture sociali e sonore e creare concentrazioni di questi processi continui.

Il lavoro di decodificazione e analisi genera una consapevolezza sia delle difficoltà sia delle possibilità poste dallo spazio pubblico. E in questo lavoro vi è una complessità che in sé è la precondizione per la creazione di un luogo per l’espressione artistica.

Come sound artist e performance artist con più di 25 anni di esperienza negli spazi pubblici, per Mossenmark c’è una domanda in particolare che costituisce la forza trainante delle sue interazioni esplorative: che cosa significa, artisticamente, riconoscere e rispettare il diritto democratico delle persone di avere accesso all’arte in ciò che noi chiamiamo lo spazio pubblico?
Mossenmark è riuscito a raggiungere un pubblico ampio, che va ben oltre quello delle musiche e culture tradizionali. Per lui un obiettivo importante, anzi centrale, è quello di invitare – e comunicare con – un pubblico che non ha competenze specifiche, e in questo modo cercare di abbattere le frontiere e le gerarchie.

Spesso Mossenmark è visto come uno che va per la propria strada, mescolando diversi modi di presentare la musica composta e la sound art. Da una parte, il suo catalogo include diverse opere (tra cui Mrs Björks destiny and adventures, The Changeling e Stjärneborg) oltre a molta musica da camera scritta per musicisti illustri. Dall’altra, molti dei suoi progetti sono incentrati sullo spazio pubblico, a volte coinvolgendo ambientazioni insolite e combinazioni singolari di strumenti o oggetti sonori. Alcuni esempi: OZONE II – concerto per 24 furgoncini del gelato, Phony - concerto for cellulari, Song of a Siren – concerto per barche, V8 – concerto per macchine americane, Iron – concerto per culturisti, Scooter Ballet – concerto per scooter da neve, WROOM – concerto per 100 motociclette Harley-Davidson, e Good vibrations – concerto per compressori Dynapack.

Le composizioni e performance di Mossenmark, spesso accompagnate da un’attenzione mediatica imponente, sono state presentate in tutta Europa oltre che negli USA, Canada, Japan, China, Russia e Australia. Ha tenuto molte conferenze e workshop in tutta Europa alle accademie di musica, arte, architetture e design e ha svolto un ruolo attivo in numerosi progetti europei che coinvolgono fino a dieci paesi membri.

Attualmente Mossenmark è professore associato presso l’Accademia di musica e teatro dell’Università di Göteborg, Svezia, dove è docente e tutor nelle aree artistiche della performative sound art, site-specific performance e sound art in spazi pubblici. Conduce ricerca nel campo dello spazio pubblico come teatro per l’arte e l’espressione pubblica ed è membro della USIT - Urban Sound Institute, un gruppo di ricerca che raccoglie studiosi dai campi dell’architettura, spazio pubblico, acustica e composizione.

Dal 2010 è direttore del GAS festival (Gothenburg Art Sounds) e dal 2007 è uno dei membri fondatori di Verona Risuona, un festival in cui l’arte, la musica e le performance si svolgono nelle strade e negli spazi pubblici di Verona, Italia.